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Ambra

NEO-N NEONATI A RISCHIO
Pubblicato da in Testimonianze · 13 Giugno 2015
Dopo una gravidanza che procedeva perfettamente, il ricovero d’urgenza mi catapultò in un altro mondo di cui non immaginavo nemmeno l’esistenza. Dopo il trasferimento in elicottero, dovevo rimanere immobile a letto, nell’ospedale di Novara. La paura mi accompagnava in ogni momento.
Tutto poteva succedere da un minuto all’altro. Ero veramente disperata, mi sembrava di essere in un incubo che non finiva mai.
Quando finalmente cominciavo ad abituarmi a questa “vita”, non ebbi più scelta: il cesareo d’urgenza, la paura e il buio dell’anestesia, la mia bambina che venne strappata dal mio grembo a sole 31 settimane, senza nessuna certezza per il suo futuro. Solo il papà riuscì a vederla, fu subito trasportata subito nel reparto TIN. Per due lunghi giorni mi rimase solo una minuscola e sfocata foto di lei, ricoperta di tubicini, e niente altro a cui aggrapparmi, mentre vedevo le mamme coccolare e allattare i loro piccoli e i sorrisi pieni di felicità dei familiari, le congratulazioni, i fiori, i regalini, respiravano la gioia di vivere.
Per me erano solo lacrime e una bambina minuscola, sconosciuta e sola, che lottava con tutte le sue forze per la vita. Solo due giorni dopo riuscii, con tanta fatica, a uscire dal letto per andare a vederla. Quando entrai nel reparto, fui subito molto colpita dall’ambiente raccolto, dai camici verdi e soprattutto dalle numerose foto appese alle pareti. Le vedevo e pensavo: loro ce l’hanno fatta, anche noi ce la dobbiamo fare, ma come? Ma quando? Mille domande mi passavano per la testa e non avevo nessuna risposta, ero sfinita, non sapevo che cosa dovevo aspettarmi.
Tutti ci accolsero con molta umanità e professionalità, ma ci spiegarono che dovevamo aspettare. I primi giorni furono difficili per Ambra. Il tempo era infinito, non osavo nemmeno pensare che ero la sua mamma, fare progetti per la nostra nuova vita in tre, mi limitavo a piangere senza sosta. Poi dopo una settimana le sue condizioni migliorarono, arrivò il momento della prima marsupioterapia. Ma vivevo sempre con la paura che succedesse qualcosa all’improvviso.
Tutto il personale era sempre pronto ad incoraggiarmi. Grazie all’associazione ebbi la possibilità di soggiornare a Novara e stare tante ore accanto alla mia piccola, senza lo stress di fare più di due ore di strada per andare e tornare. Posso dire che questo mi ha offerto tanta serenità, poi arrivarono anche le ferie per il mio compagno. Mi sentivo meno sola e abbiamo potuto imparare a conoscere la nostra bimba, il cui percorso procedeva tranquillamente.
Dopo 31 lunghissimi giorni, i medici mi consegnarono i fogli di dimissione: Ambra poteva venire a casa e essere nostra al 100%, finalmente anche noi potevamo essere una famiglia.
Quel 10 gennaio 2012 fu uno dei giorni più felici della nostra vita, una rinascita. Quando ripenso a quest’esperienza, posso dire di essere stata molto fortunata, di aver avuto una bambina in buona salute e essere stata circondata da tante persone meravigliose, medici, oss, infermiere, mamme, psicologa, volontari…e voi dell’associazione Neo-n!
Ora Ambra ha tre anni e con la sua sorellina, nata quattro mesi fa (e a termine), sono la nostra felicità più grande.
Vorrei dire a tue le mamme di non smettere di non smettere mai di sperare, anche la vostra foto sarà appesa a quella parete!

Ornella


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